Zwachten alla fine del mondo

A chi và in montagna solitamente associa il Nord con la distesa sterminata delle Alpi.Per noi vedere la la pianuura a sud delle Alpi non è uno spettacolo inconsueto, pur nella sua bellezza è normale. Invece a nord, si nasconde l’ignoto, l’indefinito, quella labile linea di confine i che porta a un altro mondo immaginario e immaginato.

Trovarsi ora qui, a nord delle Alpi, vedere la pianura che si distende tutta ad un tratto sotto di noi dà esattamente l’impressione di essere arrivati alla fine del mondo, quello conosciuto e immaginato. E questa pianura si trova a nord dove noi abbiamo sempre immaginato che le Alpi non finissero mai. Quella pianura è il mondo reale, qui sopra quello immaginario dei nostri sogni . Osservare il mondo reale da qui è una sensazione strana, contrastante.

Come gli avi Gressonari alla ricerca della Valle perduta aldilà delle masse glaciali del Rosa scoprirono l’esistenza di verdi vallate, quell’evento ancora oggi è segnato sulle carte geografiche, la Roccia della Scperta appunto.

Come siamo strani noi che frequentiamo la montagna! Dalle nostre pianure ci addentriamo in queste valli alpine, risaliamo questi pendii innevati fin sopra le cime. Qui siamo nel nostro mondo onirico, perfettamente a nostro agio. Entriamo ed usciamo dal mondo reale a questo, come se l’accesso a questo ambiente fosse riservato a pochi.

Lo Zwachten è questo; uno sguardo sul mondo in cui viviamo dal mondo che vorremmo, un mondo più giusto.