Via del Naso – Palon de la Mare

Via del Naso al Palon de La Mare  3704 mt500 metri per la via TD- 90° max su ghiaccio tipico di seracco. Così l’abbiamo voluta chiamare a causa della stravagante forma di un seracco, ma anche per la partecipazione di due individui ben forniti di tale arnese. La via percorre al centro la parete Nord-Ovest del Palon de La Mare affrontando direttamente i seracchi che sbarrano a metà via il percorso che, potrà ovviamente variare di volta in volta a causa delle ben note trasformazioni alle quali questi giganti di ghiaccio sono sottoposti. Per noi ovviamente è UNA VIA NUOVA anche perchè, la documentazione in merito è ferma alla preistoria. Aspettiamo quindi che qualche valligiano ci illumini in merito, perchè si sà, anche la Valtellina alla pari della Valle Camonica vuole rispettata!! Noi, nella nostra assoluta ignoranza ci incamminiamo sulla morena della valle delle Rosole con un buon passo per appressarci al nostro paretone. Domenico, che hà fatto questa bella pensata, hà voluto coinvolgere anche me, Lorenzo e un’ignaro Ermes. L’unico a sapere esattamente cosa si farà è proprio Domenico che da queste parti hà già messo naso.. A nulla varranno i miei tentativi di indurlo ad “appiattire” la via un pò più a destra o a sinistra. Infatti, quando siamo a metà via, sotto i seracchi, ci si para davanti questo “naso” a 90° evitabilissimo a sinistra.
Ma Domenico preso da furia spicozzatrice lo assale con la stessa foga con la quale sbranerebbe le sue adorate costine del sabato sera. Noi assistiamo impotenti alla scena ,consapevoli che poi toccherà a turno a tutti.. A me l’ingrato compito di schiodare con tanto di volo nel vuoto.. Il tiro successivo è l’apoteosi della libidine, la pendenza rimane tra i 75°-80° con tratti delicati.Il ghiaccio fortunatamente in questi tiri non spadella più e consente una progressione più sicura e piacevole. Tiro dopo tiro ci si destreggia fra i seracchi ,cercando di volta in volta la via migliore con l’incognita di trovarsi improvvisamente impossibilitati a proseguire. Ma al Dome il “naso” non manca e ne usciamo senza mai dover rettificare il percorso. Il mio compare di cordata, Lorenzo , recita per tutta la salita come un Mantra la frase: ” che mazzata, come sono stanco,che batosta” peggio di una suocera. Ermes invece tace..non capisce bene quel che stà accadendo nè quel che stà facendo. E alla sua prima nord, cosicchè pensa che tutte le nord siano così..e non si pone il problema. Io invece assaporo nuovamente il piacere di vivere una giornata piena e intensa in montagna come non accadeva da tempo, proprio come anni fà con Domenico succedeva spesso ed entrambi siamo consapevoli di questo. Fuori dalle difficoltà ci attendono ancora 250 metri di dislivello fino alla cima, una discesa discretamente lunga fino al parcheggio ei Forni dal quale un’indomito Ermes ci guiderà fino a un favoloso panino con la stessa sicurezza con la quale hà affrontato questa nord.