Monte Cevedale

Il Cevedale a modo nostro.
Partenza serale con l’Hotel 5 stelle con a bordo Beppe,Sandro e Saby.Sosta mangereccia a Edolo e ripartenza alla volta del parcheggio a Malga Mare Centrale Enel di Pejo.
Alle 5.30 siamo in piedi, colazione con caffè e biscotti nell’attesa di salutare gli amici di On-Ice anche loro sbarcati qui alle 6.00 con meta Il Vioz.
Sono contento di rivedere i vecchi amici ma, le strade si dividono, noi oggi al Cevedale per realizzare un piccolo grande sogno dei miei amici.
Già due anni fà lo tentammo da qui, ma, a 3250 mt fummo costretti al dietrofront causa forte bufera, in compenso fù una grande sciata.
Questa volta le cose andranno diversamente; bene per un verso, male per un’altro.
Al gruppo si aggiungono con un buon recupero Claudio e Paolo che, in prossimità del secondo strappo ci beccano.
Mi fà sempre un certo effetto ritornare qui, è un posto particolare, mai affollato e molto appartato.
Inoltre vorrei prorio che questa volta Sabina arrivasse in vetta nonostante sia reduce da un blocco muscolare alla schiena.
Oltre a questo Beppe è poco più di un neofita  e tutti sembrano un pò giù di allenamento.
Perciò si impone un’andatura “caiana” come si usa dire ora.
L’itinerario si snoda fra rampe e vallette in successione, fino al colletto dove, in bella vista le due cime del Cevedale fanno bella mostra di sè.Questa è la parte del “lenzuolo appeso” che visto da sud dà appunto questa immagine con le due punte della montagna e il grande ghiacciaio come un lenzuolo che si stende al di sotto.
In vista della Zufall il gruppo inizia a sgranarsi; chi sente la quota, chi accusa la stanchezza, chi la mancanza di una buona birra..ma oggi voglio più che mai che tutti si arrivi in vetta, anche se ci mettiamo un’eternità poco importa.
Fatto stà che poco sotto la cresta iniziano ad addensarsi nubi sulla vetta, ecco la pertubazione che arriva come sempre da nord.
Neve e vento iniziano il loro gioco e, come per magia compaiono da ogni dove individui che vagano da una vetta all’altra, chi sale, chi scende.
Ma da dove arriva tutta questa gente? da dove siam saliti noi c’erano solo quattro persone!
Molti scialpinisti provenienti dal Rif.Casati fanno la traversata fino al Larcher; Tedeschi, Trentini Bergamuschi; c’è tutto il bestiario possibile e immaginabile.
Arriviamo al deposito sci e, vinte le ultime resistenze Sabina arriva in vetta, sorprendendomi e sorprendendosi.
C’è poco da vedere in vetta ,una fastidiosa lattigine bianca con qualche sprazzo di sole fanno solo immaginare cosa ci circonda.Il Re fà capolino e giù in basso la vedretta del Cedec è bella tritata dalle discese.
Ora tocca a noi scendere e non sarà affare da poco.Nebbia  e bianco che fanno perdere la tramontana, una neve non da grandi occasioni consigliano una prudente discesa nella speranza di trovare migliore sia l’una che l’altra.
Troveremo solo una visibilità migliore, la neve rimarrà costantemente quella: mediocre.
Nonostante ciò Paolo e Claudio (Ciop) fanno a gara a chi si pianterà meglio con la testa nella neve.
Vince Claudio che, senza l’assistenza di Beppe e Sandro avrebbe aggiunto un orfano e una vedova a questo mondo.
Per uno scialpinista in meno pazienza..

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