Lenzspitze

Traversata della Lenzspitze (4295 m) al Nadelhorn (4327m) per la cresta Est-Nord-Est AD con passaggi I-II e vari tratti di III
Metti una puntatina alla Lenzspitze, ovvero la Vetta della Primavera…
In fondo ,da quelle parti mi manca solo quella. ed è un pò che gira nei programmi senza mai venirne fuori.
Fra i mille programmi per il fine settimana ,nella roulette dei nomi si spazia dalla traversata delle Gran Jorasses, alla Arete du Diable…poi arriva la goccia fredda tra venerdì e sabato a guastare tutto e ribaltare i programmi fino all’ultimo minuto.
Partiamo da Brescia io e Sandro alle 12.00 ,destinazione la Lenzspitze con la maledetta salita alle Mischabelhutte che non hò mai sopportato!
Le sorprese saranno molte, iniziando dal rifugio e dalla proverbiale cucina orribile che invece orribile non sarà e la cortesia dei gestori.
Il conto salato e il cambio alla pari ci fà comunque ricordare che pur sempre di Svizzeri si tratta.
Dopotutto la salita al rifugio è stata indolore complice una bella brezza fresca e l’ora oramai tardina in tre orette si siamo.
Il rifugio è strapieno ma, com’è, come non è riescono a trovarci due posti a dormire per la “modica” cifra di 62 € a cranio colazione esclusa (aggiungere altri 10 fr oppure € che è lo stesso).
Esploro un pò i tavoli e scopro che tutta la truppaglia và al Nadelhorn.
Quelli che vanno alla Lenzspitze chissà dove si sono nascosti! eppure il rifugista ci racconta di torme di alpinisti per quella meta l’indomani..staremo a vedere!
Allietati da una abbondantissima colazione partiamo da buoni ultimi per una volta fino a raggiungere e superare le prime cordate.
Ogni volta che salgo su queste montagne mi immagino i primi salitori con i loro vestiti di flanella e lana e la misera attrezzatura fare esattamente quello che sto facendo io che sono tutto Monturizzato, grivelizzato e Goreteximpacchettato..
Che invidia! Ogni cima che salivano non solo era un’incognita ma era nuova di zecca! mai salita da nessun essere umano.
Certo, non fù così per Ambros Supersaxo e Theodor Andermatten con W.W Graham nel 1882 perchè dodici anni prima erano stati preceduti da Clinton Dent con Alexander e Franz Burgener che salirono da Nord-Est al Nadeljhoch per poi proseguire per la cresta Nord-Ovest.
Ma fà niente, anche per noi è vergine del resto qui non ci abbiamo mai messo piede anche se sappiamo per filo e per segno quel che ci attende.
Comincia ad albeggiare e siamo a 3900 metri, finalmente si comincia a vedere sotto di noi la lunga cresta fin qui percorsa; dietro al Gran Gendarme spunta la possente parete glaciale del Dom di Mischabhel altra salita memorabile nella tormenta e nebbia di alcuni anni fà, con tanto di bivacco e tenda..Ora tocca al Gran Gendarme come ve ne sono tanti da queste parti, lo attacchiamo direttamente su roccia buona; recupero il socio e, davanti a ne vedo l’unica cordata della giornata che non riusciremo a riacciuffare.
Dietro a noi altre cordate si arrabattano un pò confusamente, osservo la Nord sotto i nostri piedi e la vedo in splendida forma, la traccia che la percorre infatti esce quasi in vetta.
Nonostantte siano passati 130 anni, questa è ancora una montagna da guadagnarsi metro per metro, senza scorciatoie, dal fondovalle fino in cima.Neanche il tempo di un boccone e giù  dalla cima della Lenzspitze verso la cresta che porta al Nadelhorn.
Si scende e parecchio, si perdono circa duecento metri, poi una successione infinita di denti, torrioni e creste da superare.
Qui l’abitudine e il mestiere aiutano a non perdersi d’animo..in effetti sembra di non arrivare mai.
Ma, tempo al tempo e, anche la croce di vetta del Nadelhorn compare improvvisamente dopo l’ennesima risalita di un torrione.
Ora calpestiamo le orme di nove anni fà quando, sempre con Sandro in un’infuocata estate del 2003 compimmo la traversata della Nadelgrat.
I ricordi si sprecano, tornano a galla emozioni che sembravano oramai sedimentate con gli anni e, invece tornare qui dopo tanto tempo mi fà lo stesso effetto di quando rivedi un vecchio amico o un luogo familiare.
Come se ,in questi posti avessimo lasciato una parte importante delle nostre emozioni legandole indelebilmente a questi luoghi.
Ora migliaia di metri sotto gli scarponi ci separano dal fondovalle.Anche questo faticoso ritorno a valle è un dejà vù.
Passeggiamo fra le vie stranamente deserte di Saas Fee mentre i rari turisti presenti ci guardano perplessi.
Non possiamo rimproverarli.


 

Crossing the Lenzspitze ( 4295 m) to Nadelhorn ( 4327m ) to the ridge East -North-East steps with AD I-II and III segments in
Put a detour to Lenzspitze , or the Peak of Spring …
In the end, only those parts that I miss . and it is a little program that runs in never come out .
Among the thousands of programs for the weekend, the roulette of names ranging from the crossing of the Grand Jorasses , the Arete du Diable … then comes the cold drop between Friday and Saturday to spoil everything and overturn the programs until the last minute .
We start from Brescia Sandro and I at 12.00 , the destination Lenzspitze with the bloody climb to Mischabelhütte not that ho ever endured !
The surprises are many , starting from the refuge and the proverbial kitchen instead that horrible horrible it will not and the courtesy of the owners .
The large bill and exchange at par makes us remember, however, that it is still on the Swiss .
After the climb to the refuge was painless thanks to a nice cool breeze and the time now tardina in three Oretta you are.
The shelter is packed, but it is, as it is not able to find two places to sleep for the ” modest” amount of 62 € per head excluding breakfast ( add 10 € or fr which is the same) .
I scan the tables a bit and I find that all goes to the truppaglia Nadelhorn .
Those who go to Lenzspitze who knows where they are hidden ! yet the rifugista tells us that crowds of climbers that goal for the next day .. we’ll see !
Cheered by an abundant breakfast we depart from the past for a good time to catch up and surpass the first cordate .
Every time I get on these mountains I imagine the first climbers with their clothes flannel and wool and the miserable equipment to do exactly what I’m doing that I ‘m all Monturized , Grivelized and Goretexipacked..
That envy! Each top that came up was not only unknown but it was brand new ! never climb by any human being.
Sure, it was not so Ambros Supersaxo and Theodor Andermatten with WW Graham in 1882 because twelve years before had been preceded by Clinton Dent and Franz Alexander Burgener who went to the North-East Nadeljhoch then continue along the ridge north-west.
But gets nothing , even for the rest of us is a virgin here we never set foot even though we know word for word what awaits us.
Begins to dawn, and we are in 3900 meters, we finally get to see the long ridge below us so far traveled; behind the Grand Gendarme check the mighty wall of glacial Dom Mischabhel other memorable ascent in the storm and fog of a few years ago, with much of camp and tent .. Now it’s up to the Grand Gendarme as there are many in these parts, the direct attack on good rock ; recovery and shareholder , before I see the only consortium of the day that we can not recapture .
Behind us other climbers arrabattano a little confused, I observe the North under our feet and I see it in great shape , the track that runs it comes almost to the top.

although are past 130 years , this is still a mountain to gain meter by meter, without shortcuts, from the bottom up in cima.Neanche time to grab a bite and down from the top of Lenzspitze towards the ridge that leads to Nadelhorn .
And a lot of it comes down, you lose about two hundred yards, then an endless succession of teet, towers and ridges to overcome.
Here the habit and profession help to not lose heart .. in fact it seems to never come.
But time to time, and even the summit cross of Nadelhorn suddenly appears after yet another ascent of a tower .
Now we tread in the footsteps of nine years ago when, again with Sandro in a fiery summer of 2003 We made the crossing of the Nadelgrat .
The memories abound, they rise to emotions that seemed now settled over the years, and instead come back here after so long makes me please review the same effect as when an old friend or a familiar place.
As if in these places we had left an important part of our emotions indelibly linking them to these places.
Now thousands of feet below the boots separate us from the valley floor. also this difficult return to the valley is a deja vu .
We walk through the streets of Saas Fee strangely deserted while the few tourists present there looking perplexed.
We can not blame them .
So much effort to win anything!