Frisozzo freeride

Ancora nella valle incantata del Tredenus e, questa volta per coronare un sogno da tempo cullato: la discesa nella valle del Frisozzo attraverso la forcellina di Tredenus.
Questo posto con il suo magico nome richiama onomatopeicamente lingue desuete latineggianti..niente di tutto questo, solo un errore di trascrizione da vecchie cartine locali da parte dei geografi Austriaci che nella lettura  di T.Re de Nus (Torrente Re di Noce appunto il torrente Noce) hanno creato il toponimo arcaico in uso oggi.Tredenus!
L’approccio alla carrareccia sopra i prati di Cimbergo che porta alla località del Volano è sempre traumatica e piena di sorprese,non tutta la neve nonostante la stagione avanzata se nè andata.
Il tratto ripido fà sempre vittime,noi lo evitiamo per un pelo proprio dove si sono arenati Domenico & Co con il Kangoo 4×4. Loro tre saliranno veloci e noi (io Sandro e Sabina) a ruota.
La neve nella conca è perfetta e in certi punti imporrebbe persino l’uso dei rampanti.Saliamo bene e abbastanza velocemente fino al Bivacco Macherio incredibilmente sepolto fino al tetto!Qui lasciamo Sabina per scollinare il forcellino e affacciarci finalmente sul versante opposto che si tuffa direttamente nel lago d’Arno.
Arguti scialpinisti ci sconsigliano la discesa sul versante opposto…crosta secondo loro…ma pensa tè! I nostri soci si sarebbero fermati dopo le prime curve se così fosse.Infatti tolte le pelli e un primo tratto di polvere eccoci su terreno duro,compatto che mammano scendiamo si rivela firn di ottima fattura .Gongoliamo seguendo le curve appena accennate di chi ci precede fino a incrociarli che risalgono.
Dopo uno scambio di ghignate e impressioni sulla discesa,io e Sandro svoliamo fino in fondo,sulle sponde del lago.Ci attende ora una bella risalita e un’ennesima discesa su fantastica neve trasformata.Il cerchio si chiude, un sogno anche.



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