Diedro Martini

Diedro Martini alla Cima alle Coste -Dro (TN) VI° R3 500 metri.
Su questo itinerario che richiama alla mente nomi famosi quali Steikotter e Messner, fino a Sergio Martini ; ognuno ci hà messo un pezzo per costruire questa via idealmente e praticamente divisa in due.La parte bassa più facile e la parte alta, separata da un tratto boscoso molto impegnativa e bella. Ma la giornata è di quelle che non iniziano proprio benissimo, A cominciare dal sottoscritto che fà un pò di casino con l’ora legale e la sveglia; risultato squilla il telefono e io dormo beatamente.E’ Sandro che, in tono piuttosto seccato mi fà capire che, dato che non sono il Manolo della situazione di mè si potrebbe fare anche a meno data la defezione improvvisa del mio compare di cordata..Io non hò mai visto Sandro incavolato, così, un pò per curiosità, un pò per dispetto gli dico di aspettarmi, dieci minuti e arrivo.
Siamo in ritardo di un’ora, e così Sandro diventa emulo di Vettel; in men che non si dica siamo a Dro e al passo del bersagliere siamo all’attacco della via in questione,Siamo in cinque,numero un pò disgraziato in queste situazioni e per questo tipo di via, ma vedremo comunque di andar via veloci nonostante tutta l’arrabbiatura che gira per la compagnia.Daniele tira la nostra cordata a tre e, si rivelerà forte e veloce anche se con una propensione a passare in mezzo agli alberi piuttosto fastidiosa..per il resto la prima parte della via fila via veloce senza grossi intoppi mentre la nostra cordata a tre stà rodando per bene al punto che stiamo sempre al passo con Francesco e Claudio che ci precedono di poco.
Ora si fà sul serio; al decimo tiro Francesco si sfrega le mani e questo è il segnale che le rogne per noi sono in arrivo, poi Daniele esita un pò sul traverso .Io e Sandro ci guardiamo e capiamo che avremo da  soffrire. Soffriremo, io non in silenzio ma con qualche maledizione alla fine passo.Il tiro che segue mi fà di nuovo penare; mi incastro dentro il diedro come un sacco di farina, poi finalmente la grande lama, una vera goduria!
Alla fine della via sono tutti rappacificati con il mondo, tranne Sandro che, parole sue; “dovrò tornare a rifarla da primo, perchè così non mi è sembrata nemmeno di farla”.Beato lui, a me è bastato così..