Corno d’Arnò

STU-PEN-DA questo è l’aggettivo giusto per questa gita tirata fuori all’ultimo secondo.
Oramai la val Breguzzo mi ha ammaliato e, anche se è la terza volta di fila che vengo qui , non mi annoio di sicuro!
All’inizio dovevea essere la Bocchetta dei Tre Sassi per la val Gelada in Brenta, ma ,poi pensando al dislivello contenuto, alla “necessità di una discesa e ripellata per fare il minimo sindacale..e anche al fatto che comunque erano posti già visti..eccoci alla decisione improvvisa sulla strada di girare in val Breguzzo.
Perchè in fondo quel pensiero di quella cima era lì e lavorava in silenzio.Ora ,improvvisamente si concretizzava.
Lunghetta la strada che mena alla MALGA D’ARNO’, ma fila via veloce con i panorami sul Frate e la Uzza, da qui molto imponente.
Scenari nuovi, una conca bellissima e in fondo, in fondo quella pala bianca che sapevo essere LEI la nostra meta non dichiarata al resto della truppa, così millanto un’ignoranza abissale sui luoghi.
In realtà benche sia un posto nuovo colloco le cime nel loro posto e, quando arrivo in cima posso ammirare tutta la conca dei Cop con il percorso dal Trivena.
Ma quante varianti e traversate si possono fare qui? una miniera!Poco prima della pala finale siamo raggiunti da un Atesino che lamenta scarsità di neve dalle sue parti.E pensare che c’è gente che và a fare in questo periodo la Cima delle Anime in culo ai lupi ,quando qui a un’ora da casa c’è tutto questo ben di Dio!
Certi scialpinisti non imparano mai il Carpe Diem..che è il succo del moderno scialpinismo.