Alla ricerca di Otzi- Similaun

Per una qualche misteriosa ragione accade.Una volta ogni tanto accade.
Succede in genere in Agosto, oppure durante le feste di Natale.
I compagni, quelli soliti spariscono, coincidenze, impegni vari, chi è in vacanza, chi lavora, chi non può perche i bonus della moglie li hà finiti da un pò..insomma, nel momento clou della stagione mi ritrovo con Sabina alla volta di Katerinemburg il venerdì sera, soli io e lei.
Parcheggiamo nella piccola piazzetta e andiamo a nanna in un silenzio tombale.
In effetti non siamo abituati a questo silenzio.Ma si dorme bene e, quando la sveglia trilla mi verrebbe tanta voglia di girare l’anca..
Siamo a dieci minuti di strada dalla partenza della Val di Fosse a Casere di dentro da dove, oltre al Similaun si fanno gite nel gruppo di Tessa.
E’ buio; il parcheggio è vuoto , ma presto comincia a popolarsi di strani individui con accenti duri che armeggiano, parlottano e, in men che non si dica spariscono.
Anche noi, infilate le frontali ci incamminiamo sul sentiero spallando gli sci.
Ma la gita non inizia bene..Sabina hà un  risentimento muscolare che torna a farsi sentire pesantemente.
Io mi prendo anche i suoi sci finchè finalmente possiamo calzarli.
Ora ci si para davanti un pendio ripido e ben duro ,da rampanti; faticosamente saliamo quasi fino al suo termine.
Qui Sabina dà forfait; troppo dolore.
La riaccompagno giù fino all’inizio de pendio, mi aspetterà al Camper.
Un pò amereggiato torno a salire di lena il pendio appena sceso per cercare di recuperare il tempo perso.
Vado a chiodo ma non riesco a stare su una traccia a dir poco da marziano.Diritta, inesorabile..impossibile.
Mi sento fiacco , eppure sul pianoro intercetto il gruppetto passato un’ora fà..sono Bolzanini, con uno (Dieter) riesco a a parlare in italiano, con gli altri non mi restano che i gesti o la traduzione di Dieter..non mi azzardo a chiedere loro cosa ne pensano del 150esimo..
al più giovane che resta in coda e soffre chiedo che ci fà qui; non sono tutti in giro a drogarsi e rimbecillirsi ai Rave party i giovani?
A quanto pare no, e questo me lo rende simpatico.
Dieter mi conferma che anche da loro esistono quegli individui che si vestono con tutine attillatissime e che  vanno in giro come cretini a fare tracce sui ghiacciai tracciando rotte  impossibili.
Ma meno che da noi continua lui.Settimana scorsa è stato in Adamello e dice di averne visti tanti di questi individui.
Io gli faccio presente che ognuno è libero di andare in giro come gli piace, ma ,certo senza essere utile in nessun modo al prossimo forse è un tantino da egoisti.
Ma in montagna chi pensa più a chi arriva dopo? si arrangerà e si farà la traccia che và bene a lui.
Ecco, ora siamo dall’altra parte, mi annuncia Dieter.
Ma quale altra parte? gli dico io.
Di qui è Austria puntualizza lui.
Strano che io non me ne sia accorto.
La lingua è la stessa che di qui , le montagne sono uguali che di là, e io devo spiegarmi a gesti anche con quelli venuti sù dalla parte opposta.
Paretina finale..il gruppo si sgrana e ora ci vorrebbe un rosario, iniziano le visioni angeliche, persino un’apparizione di Ozi in persona!
Il caldo ora martella, la neve zoccola e il pendio si impenna.Dieter cede il passo e io impietosamente lo supero; gli ultimi 150 metri sono su neve ghiacciata e spazzata dal vento.
Cadere qui non sarebbe piacevole..
Arrivo in vetta sci ai piedi e,un ostrogoto mi rivolge la parola, io gli faccio presente in dialetto Bresciano che non sono venuto sù di là, ma di quà dall’ Italia dove parlano stranamente la sua stessa lingua, ma che dovrebbe essere anche la mia, ma io non la capisco pur essendo un’italiano come Dieter.Ma lui Austriaco e  Dieter Italiano si capiscono benissimo..ma perchè allora io  hò bisogno di un traduttore?
Alla fine alla sua domanda in un’italiano maccheronico è; come hai fatto a salire con gli sci da lì?
Gli faccio segno alle gambe, le stesse che hà usato lui per salire dal Rifugio Similaun.
Il commento in tedesco lo capisco benissimo.
Chissà perchè quando mandi affanculo qualcuno in qualsiasi lingua tu lo dica si capisce!
Aspetto i Bolzanini in vetta e i Bergheil si sprecano, alla fine anche io mi sento uno di loro.
Bhè..io devo scendere adesso, è già tardi e la neve remolla.
Quarantotto minuti sono quelli che mi separano dalla vetta del Similaun al Camper.
Busso e Sabina si è appena svegliata da una penichella.
Certo che la potevi fare la gita mi dice lei.
O lei hà dormito troppo o io sono stato veloce.
Mi piace credere alla seconda ipotesi.